film - dark room stories

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BLOW UP – di Michelangelo Antonioni (1966). Un fotografo nella swingin’ London della metà degli anni ’60 se la spassa fra servizi di moda, modelle e dolce vita londinese. Un giorno al parco fotografa una coppietta, per scoprire in seguito – tornando al parco nottetempo – che in quelle immagini si nasconde un terribile segreto. Un film sulla fotografia che è una vera e propria fotografia della vita londinese. Antonioni mette in scena una pseudo tragedia che ben ricalca l’idea di rappresentazione insita nel concetto fotografico. Il cadavere c’è? Esiste l’oggetto fotografato o è solo un’illusione dei sensi procurata dallo strumento meccanico che dà vita alla rappresentazione?




PECKER – (Usa, 1998) di John Waters. Pecker è uno diciottene non particolarmente furbo che lavora in una paninoteca di Baltimora e che si diletta a fare foto alla sua amabile e singolare famiglia. Un giorno le sue foto vengono “scoperte” da un’astuta mercante d’arte di New York, Rorey Wheeler. Gli sforzi della donna di fare di Pecker un evento artistico eccezionale minacciano di rovinare il suo stile di vita. Giorno dopo giorno l’adolescente comincia ad avvertire il peso della celebrità.




SMOKE è un film del 1995 diretto da Wayne Wang. A Brooklyn, all’angolo tra la terza e la settima, nell’edicola-tabaccheria Cigar & Co. di proprietà di “Auggie” (Harvey Keitel) si consumano le esistenze di alcuni personaggi. Auggie ha una strana ossessione: fotografa ogni giorno e alla stessa ora lo stesso scorcio di Brooklyn. Una serie di incontri e storie cambiano la vita dello scrittore Paul Benjamin (William Hurt), cliente fisso, colto da un blocco creativo dopo la morte della moglie.
 
 
 
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